Il 16 Settembre a Garbagnate Therese Redaelli


Il 16 Settembre alle ore 21 presso l’Auditorium di via Vismara 2 a Garbagnate, per la serie “Un grande fotografo al mese” sarà con noi Therese Redaelli

Di se Therese dice: Fotograficamente parlando sono nata una decina di anni fa. Fin dall’inizio ho prediletto una fotografia di reportage, con uno sguardo particolare a tematiche sociali ed umanitarie. Da attivista per i diritti umani, ho collaborato per parecchi anni con varie onlus che mi hanno dato la possibilità di crescere sia in ambito fotografico che umano. Per esigenze lavorative ho iniziato a fare dei piccoli documentari di promozione sociale, che poi in ambito artistico si sono tradotti nella produzione di audiovisivi fotografici. Durante il mio percorso fotografico sono stata accompagnata dall’importante presenza di alcuni soci del Circolo di cui faccio parte ormai da molti anni, il Circolo Fotografico di Inverigo. Il loro esempio mi ha aiutato ad evolvermi e a crescere, sia dal punto di vista tecnico che artistico. Il mio approccio con la fotografia subacquea è avvenuto di recente, più precisamente negli ultimi tre anni. Un po’ per gioco, un po’ per la necessità di nuovi stimoli mi sono iscritta ad un corso di sub senza avere la benché minima idea in che disciplina mi stessi buttando. Il caso ha voluto che è stato amore a prima vista: il mare, il lago, i fiumi hanno tanto da scoprire. Viaggiare sott’acqua è diventato un po’ come viaggiare alla riscoperta delle origini anfibie dell’umanità, il luogo ideale per l’esplorazione e l’avventura. Dopo un primo momento in cui mi sono dedicata esclusivamente all’apprendimento delle regole e tecniche di immersione, non ho saputo resistere al richiamo di scattare anche in questo ambiente. La fotografia subacquea non è certo come quella terrestre: ha le sue difficoltà e limiti che a volte è difficile superare. Nonostante tutto offre parecchio. Sott’acqua non si trovano solo pesci o coralli, ma anche reperti archeologici, resti di città millenarie; vere e proprie installazioni sono state poste sui fondali e, in ogni caso, la presenza dell’uomo stesso può modificare l’ambiente in cui si immerge. L’acqua mi ha sedotta in modo irreversibile e benché fotografare sia solo una passione, ciò non toglie la mia voglia di abbracciarla a 360 gradi.

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