Sono leggermente indignato per il modo con cui si è svolta l’ultima prova del “Filippo Barbera”, per il mancato rispetto del regolamento che è al di sopra di qualsiasi giuria, per il modo con cui un ben noto fotografo ha perorato la sua causa prima del verdetto… insomma un bel modo per evidenziare come la formula dei concorsi sia obsoleta ed altrettanto lo siano i “giudici”. Oltre riguardare le opere, ma oramai per me non ha molto senso, bisogna ripensare alla formula.
Marco

leggermente….o “leggermente” 😉 ?
Se c’è stato un palese mancato rispetto del regolamento era da segnalare subito….farlo a posteriori é poco utile, soprattutto quando c’erano presenti rappresentanze dei diversi gruppi; eccetto Desio.
Non so se la formula dei concorsi sia obsoleta, anzi, non credo proprio. Se ci sono stati comportamenti poco “corretti” da parte di partecipanti e giurati, non è certo a causa della sua “formula”.
Non per “sbrodolarci” addosso…ma l’applicazione della formula nel primo concorso è stata fatta a dovere….certo nn sono mancate le sorprese sui giudizi dei giurati, ma quelle ci saranno sempre.
Riassumendo: Continuamo i concorsi, regole chiare e rispettate, giurati “indottrinati” meglio.
P.S. a chi si aspetta degli insegnamenti….forse e meglio organizzare qualcosa di più piccolo dove si riesce a fare un discorso “più ampio” sulla fotografia.
Finalmente!!! si è aperto un dibattito sul Blog!!! vi devo ricordare una cosa: gli articoli vanno firmati, altrimenti non si vede chi li ha scritti… Venendo allo specifico: io non dico che la formula è obsoleta. Ho detto, ormai in almeno due lunghe mail e cento discorsi, che per quanto mi riguarda non riscuote più il mio interesse, e che preferisco dedicare il mio tempo ad altri modi per imparare a fotografare meglio. Rispetto assolutamente chi la considera una attività sportiva, che merita tifo ed eccitazione per la vittoria: io però non ho mai apprezzato la competizione, non seguo il calcio, non conosco il record mondiale sui 100 metri, mi piace lo spettacolo tecnologico delle corse di formula uno ma non ho la minima idea di quale sia la classifica. Una gara di fotografie? ci ho provato per un po’, non mi piace, adesso ci rinuncio.
Restano valide tutte le proposte girate oggi sulla “revisione” dei nostri lavori.
Ranz
Rispondendo a Ranz : penso che il concorso possa o non possa piacere , ma e’ comunque un momento di confronto del proprio modo di fotografare e del livello raggiunto , se non altro perche’ , nel bene o nel male , ci porta a discutere e riflettere.
Purtroppo il mancato rispetto di un regolamento , tra l’altro giustificato e supportato da chi il regolamento ha contributo a scrivere , e’ sempre un elemento demotivante per chi il regolamento si e’ imposto di rispettare .
Francamente pero’ non insisterei piu’ di tanto nel motivare i risultati con il mancato rispetto del regolamento. Piuttosto mi e’ parso di capire , dai vari commenti , che e’ fortemente percepita una non uniformita’ di giudizi tra prova e prova .
Ovviamente cio’ dipende da come la giuria e’ composta . Quindi , come gia’ detto durante le varie discussioni di sabato scorso , propongo per il prossimo anno di istituire una giuria unica , condivisa da tutti i Circoli , per tutte le prove .
Cosa ne pensate ?
ciao
Aurelio
Ciao,
vedo che l’argomento “tira” molto!!!!
Ero presente alla giuria dell’ultimo concorso a Sesto, vi esprimo le mie impressioni:
1. mi è sembrato che i giurati la prendessero come un gioco….è vero ci si deve divertire, ma bisogna anche giudicare e per farlo ci si deve impegnare con “tutte” le opere presentate e non solo con le prime o con quelle commentate dallo stesso autore!!!
2. non mi è piaciuto l’atteggiamento della giuria e dei circoli presenti sul Regolamento del concorso: se ogni giuria può decidere senza seguire il regolamento, allora cosa lo facciamo a fare? Se il portfolio doveva essere composto da minimo 6 e max 10 foto (come per altro richiesto dallo stesso gruppo di Sesto) perchè accettarne uno con solo 4 immagini?
3. quasi tutte le giurie che ho seguito, per i nostri concorsi interni, hanno votato la foto e solo in secondo piano si è tenuto conto del tema!!
La mia proposta: il prossimo hanno decidiamo una giuria unica per le 4 prove con un componente scelto da ciascun gruppo partecipante, con una griglia fissa di voti suddivisi per tema, tecnica ecc.; ogni giurato vota autonomamente senza confrontarsi con gli altri (in modo da evitare episodi del genere: “voto 7, ops, il mio amico giurato ha messo 5, forse ha ragione, metto anch’io 5″…capitato sulla mia pelle)!!!
Non sono della stessa idea di Roberto, i concorsi interni mi sono serviti moltissimo, soprattutto per fotografare in modo continuo e costante, è vero fa piacere prendere un buon giudizio sul proprio lavoro, ma non lo faccio per questo, altrimenti avrei dovuto abbandonare da molto ;-)! La cosa bella è comunque confrontarsi con altri fotografi su come loro hanno interpretato il tema e come lo hanno sviluppato, indipendentemente dalla giuria o dal voto.
Almeno per me è comunque un percorso di crescita!!!
Silvia
Eh sì… non è vero che questi concorsi non insegnano nulla… dipende cosa uno vuole ottenere: sicuramente per me sopra di tutto il CONFRONTO:
– confronto come il mettersi alla prova con temi spesso difficili o di difficile comprensione
– confronto come possibilità di vedere molte immagini e la diversa interpretazione che i vari fotografi danno del tema
– confronto con il giudizio imparziale di una giuria competente (…)
– confronto tra il nostro giudizio e quello della giuria (…)
Sicuramente trovo che rispetto all’anno scorso – non ho possibilità di altro “confronto” – tutti siamo cresciuti in questo: siamo cresciuti come numero di partecipanti, come costanza ed impegno, come confronto e giudizio anche al nostro interno che ha portato spesso a migliorie anche alla vigilia delle stesse prove…
E per tutto questo assolutamente vale la pena di continuare anche se con necessarie modifiche al regolamento o alla modalità con cui tale regolamento viene applicato.
CHE BELLO! QUANTA GENTE SCRIVE SUL BLOG… FINALMENTE!!! 🙂
Chiara
Sono d’accordo con Chiara.
SIL
…il titolo in oggetto è ripreso dalle “schermaglie” sul blog degli amici di Garbagnate ( https://www.gfg.fotogarben.it/?p=502#comment-113) e mi è servito per mettere a fuoco alcune personali riflessioni che vorrei riproporre a quanti hanno partecipato all’Intercircoli, (fintanto che non so i risultati definitivi, prima che qualcuno dica che l’intervento è “tendenzioso e interessato”…) riallacciandomi proprio all’ultima tappa di Sesto SG., per questo invito i riceventi della presente a divulgarla pubblicamente in sede di gruppo.
Io sono probabilmente il “ben noto fotografo” di cui si parla in una nota del blog, anche perché sono stato l’unico con cui la giuria si sia potuta confrontare, chiedendomi espressamente alcuni chiarimenti: per questo tema lo scorso anno due ore serali non sono state sufficienti e abbiamo voluto mezza giornata a disposizione per parlarne meglio, ora quando è stato il momento di farlo non l’abbiamo permesso!… Perché?… Paura di non riuscire a sostenere il confronto?… Paura di perdere qualche punticino in classifica?…
Non mi dite che non ce ne sarebbe stato il tempo (buona parte degli autori si è ricavata anche abbondante tempo per il bar, nel momento in cui qualcun altro decideva l’ammissibilità di portfoli a numero di immagini inferiore alle richieste…), gli assenti erano ovviamente in torto e non potevano/dovevano pretendere nulla: non mi pare nemmeno di aver visto in sala chi ha redatto questa nota sul blog, ma forse ero troppo impegnato ad “aggraziarmi” la giuria, come è mia abitudine fare… (infatti sempre ascoltando i segnali di diffidenza di qualcuno, ho eliminato anche i titoli sotto le immagini, che potevano creare motivo di riconoscimento dell’autore…: l’ultimo passo sarà di eliminare anche le immagini, così senza quelle di Vancini e senza quelle di Grassi, si potrà anche evitare di “toccare ferro” come indicato sul blog…).
Non è obsoleta la formula dei concorsi: sono obsoleti quei concorrenti che non hanno ancora acquisito i corretti parametri di confronto e il giusto spirito di partecipazione a queste iniziative, rinnegando anche quanto di buono si è sperimentato sin qui, o addirittura mettendo in discussione la serietà di persone che ormai si dovrebbero ben conoscere.
Il regolamento doveva essere rispettato alla virgola (soprattutto in questo caso che era gestito da chi l’aveva proposto): non a caso sono stato forse l’unico che da subito in quella sede ha chiaramente chiesto senza mezzi termini che un portfolio composto da sole 5 immagini non fosse nemmeno ammesso…(avremmo anche risparmiato molto tempo).
Anche la “location” in cui era confinata la giuria non favoriva i suoi lavori e non favoriva il dialogo con gli autori che però, se ci tenevano, potevano/dovevano “farsi avanti”. È fin troppo facile dopo dire che la giuria non era all’altezza (ed è stato anche vero) ma noi cosa abbiamo fatto oltre ai “mugugni” a bordo campo e alle successive osservazioni sul blog presentate a mò di pettegolezzo?…
Anche in questo caso, come in tutte le altre tappe, nessuna esclusa, si sarebbe potuto fare meglio e forse l’esperienza acquisita avrebbe dovuto insegnarci di più: se non fosse che alla fine ognuno si preoccupa solo dei propri punti… E niente altro.
È naturale intavolare una discussione di verifica in gruppo dopo ogni prova e risulta salutare se è fatta con imparzialità e sincerità di intenti, anche se può risultare particolarmente “accesa”: quando però si scrivono delle note, sia su carta, sia su web e le si pubblica, bisogna pensarci molto bene e non sprecare nemmeno una “virgoletta” di troppo, i segni hanno valenza ben precisa e possono essere ben verificati prima di confermarli, non ci potranno poi essere giustificazioni sul fatto che siano stati fatti d’istinto o di notte o sul lavoro o quando se ne aveva il tempo ecc. ecc.
Non possiamo pretendere precisione e coerenza dagli altri quando noi per primi non siamo in grado di fornirla…
Non si tratta di rivedere formule, ma di tenere ben allenato il nostro buon senso. E scusate se per una volta anche io mi sento leggermente indignato…
Sempre con amicizia.
? Walter