Secondo te come si giudica una foto?

Su questo argomento si potrebbe discutere per giorni, mesi e forse anni senza mai arrivare a trovare un accordo definitivo comune a tutti: questa è la provocazione!!!

Un giudizio, in parte, dipende da chi è chiamato ad esprimerlo: se faccio vedere una mia foto a mia moglie, quasi sicuramente incasserò un parere positivo, “bravo”, “bella foto”, basato soprattutto sull’impatto emotivo che suscita, magari, solo perché contiene qualcosa di significativo per lei: il gatto di casa piuttosto che il ritratto dei figli o  un paesaggio conosciuto. Ben diverso sarebbe, invece, se dovesse farlo su una foto fatta da altri, che ritrae situazioni o ambienti non abitudinari: qui il giudizio sarebbe un po’ diverso, sicuramente non condizionato da fattori emozionali e affettivi.

 Così, ognuno di noi davanti ad un’immagine che potrebbe suscitare sensazioni, per così dire, abituali, sarà portato a giudicarla in modo positivo, sull’onda, proprio, di quell’impatto emotivo che scaturisce immediatamente. Per contro, invece, davanti ad un’immagine che raffigura qualcosa di non abitudinario, per cui il fatidico impatto viene meno, sarà certamente spinto a guardarla con più diffidenza e, pertanto, a ricercare particolari e difetti magari inconsistenti per arrivare poi, consciamente o inconsciamente, a giudicarla in modo diverso o addirittura non obiettivo.

Se è vera la teoria che una foto è convincente per chi la crea, indipendentemente dal giudizio altrui, deve anche essere considerato il principio che chi sceglie un’immagine che vuole rappresentare o dire qualcosa per sottoporla a un giudizio, dove fare in modo di veicolarne il messaggio tenendo, comunque, sempre in considerazione il fatto che non tutti possono apprezzarla. 

 Giuseppe I.

Breve cronistoria

Ho ricevuto la comunicazione di essere stato ammesso al blog del GFG così, tanto per provare e sperando di non annoiarvi, ne approfitto per esprimere una sentita considerazione sulla mia adesione a questo gruppo.

Premetto che, nonostante le rassicurazioni, ho sempre opposto un cortese rifiuto ai molteplici inviti rivoltimi tempo fa dal compianto Lino Angione ad entrare nel GFG, perché lo ritenevo, al pari di altre associazioni già costituite, una sorta di circolo chiuso dove, quasi certamente, avrei dovuto fare i conti con quella diffidenza, se non, a volte, ostilità, che spesso si stabilisce verso i “nuovi” arrivati.  

Però, anche per l’insistenza dell’amico Massimo (che ringrazio), ho ceduto  e … mi sono iscritto al corso. L’ho seguito con appassionata attenzione e l’ho trovato, oltre che interessante, anche molto flessibile e brillante, grazie, soprattutto, alla simpatia e competenza dei diversi relatori che l’hanno piacevolmente animato. Inoltre, a beneficio dell’organizzazione, devo dire, che mi è indubbiamente servito perché mi ha permesso di acquisire quelle basilari nozioni tecniche che in quasi trent’anni di fotografia, affidata unicamente agli automatismi, non avevo mai pensato di mettere in pratica. 

Terminato il corso, ho poi deciso di continuare a frequentare gli incontri settimanali e così, venerdì dopo venerdì, man mano che ampliavo le mie conoscenze umane, mi rendevo sempre più conto che questo gruppo era esattamente il contrario di quel che avevo sempre pensato: nessuno mi trattava da estraneo o mi guardava con aria di superiorità, tutti erano cordiali, sinceri e generosi nel trasmettere le proprie conoscenze e nel dispensare gli opportuni consigli …

Veramente un bel gruppo! Aveva proprio ragione Lino!

Grazie a tutti voi e viva il GFG.

Giuseppe Iannaccio